closeup of the arms of two men painted red forming a red awareness ribbon for the fight against AIDS, against an off-white background with some blank space on the left

L’AIDS 40 anni dopo: 1 dicembre 2021

Spensierato
felice ed incosciente
si viaggia in questa vita
senza mai pensare niente
si va avanti per questa strada
ricca di insidie e di tranelli
il cielo di colpo buio,
le nuvole si accavallano l’una sull’altra,
una siringa raccoglie il sangue, un sorriso strafottente.
Cosa c’è, no, non è possibile,
sieropositivo.
Un silenzio di tomba scende nel cuore,
una lacrima scorre sul viso,
una sensazione di morte
mi attanaglia il corpo irrigidito
dalla forte emozione di quella notizia inaspettata
ma da tanti medici pubblicata.
E adesso? Nessuno deve sapere,
nessuno si avvicinerà più a me,
la gente mi scansa, hanno paura.
Ma, no.. no… non è così,
restate con me, non faccio male a nessuno,
non infetto nessuno.
La gente continua la vita, felice ed incosciente
senza curarsi mai di niente,
ed un giorno si accorgerà
che tutto finirà.

(Giuseppe Bellanca)

 

Sapete che giorno è? Oggi 1 dicembre ricorre la giornata mondiale contro l’AIDS che, dal 1988, è dedicata ad aumentare la coscienza dell’epidemia mondiale che dal 1981 a oggi ha ucciso oltre 25 milioni di persone. La malattia è provocata dalla contrazione del virus HIV che riduce progressivamente le difese immunitarie dell’organismo aumentando il rischio di infezioni. Dopo il contagio si risulta sieropositivi all’HIV, questo significa che l’infezione è in atto e che si può trasmettere. Si può vivere per anni da sieropositivi senza alcun tipo di sintomo fino a che la malattia non diventa conclamata a causa dell’insorgenza di alcune malattie, le quali sono principalmente provocate da protozoi, batteri, virus e funghi.

I VARI TIPI DI TRASMISSIONE

La trasmissione dell’HIV avviene principalmente per via ematica, cioè per trasfusioni di sangue infetto o per scambio di siringhe infette. Negli anni ’80 la maggior parte della popolazione mondiale non era a conoscenza dell’esistenza del virus e della sua diffusione, perciò molte persone sono state contagiate proprio per la mancanza di consapevolezza e di attenzione. Ad oggi, grazie al controllo più scrupoloso del sangue da parte dei medici, questa via di trasmissione è stata quasi completamente eliminata.

Un’altra via di trasmissione del virus è quella che avviene tra madre e figlio, durante la gravidanza. Attualmente il rischio che il bambino nasca sieropositivo è sceso al 2% grazie ad un farmaco antivirale che viene somministrato alla madre per tutta la gravidanza e al nascituro nei primi mesi di vita.

Infine, il contagio può avvenire per via sessuale. Nei primi anni dell’epidemia le persone non erano sensibilizzate sull’argomento delle malattie sessualmente trasmissibili. La Chiesa, inoltre, era contro l’utilizzo del preservativo, poiché si pensava che i contraccettivi comportassero la perdita della capacità di procreare, perciò non erano ammessi. Per questi motivi, negli anni ’80-90, questa via di trasmissione era quella principale. Al giorno d’oggi le persone sieropositive possono avere rapporti sessuali con l’utilizzo del preservativo o grazie a farmaci contro l’HIV.

Il virus, contrariamente a quanto si possa pensare, NON si trasmette attraverso la saliva, i baci e il contatto fisico.

STEREOTIPI SULL’AIDS

Il fatto che la malattia fosse asintomatica e inguaribile portò le persone a discriminare chi ne era affetto (anche solo potenzialmente), infatti nacque uno stigma sociale verso i tossicodipendenti, le prostitute e, soprattutto, verso gli omosessuali. Per molto tempo le etichette “peste gay” e “flagello di Dio contro gli omosessuali”, utilizzate per indicare la malattia, mantennero in vita la credenza che l’HIV colpisse solo gli uomini che avevano rapporti sessuali con altri uomini. Tutto ciò distolse l’attenzione della popolazione dai giusti comportamenti da tenere, e quindi portò ad un aumento di contagi. Ancora oggi, purtroppo, alcune persone pensano che l’infezione da HIV riguardi solo gli omosessuali, ma per smentire questo falso stereotipo è sufficiente guardare gli ultimi dati epidemiologici, infatti, i casi di infezione da HIV attribuibili a trasmissione eterosessuale hanno raggiunto il 47,6% , rappresentando così la modalità più frequente di trasmissione dell’HIV. Contemporaneamente i casi attribuibili a trasmissione omosessuale hanno raggiunto il 38,0%.

PERSONAGGI CHE HANNO CONTRIBUITO ALLA SENSIBILIZZAZIONE DELLE PERSONE SULL’AIDS

Rock Hudson era un importante attore statunitense che ha combattuto durante tutta la sua vita contro l’ipocrisia dell’industria cinematografica, la quale non voleva rendere nota la sua omosessualità; è ricordato per essere stato la prima icona famosa a morire di AIDS, infatti la sua morte rese il pubblico più cosciente e attento nei confronti del virus.

Freddie Mercury, il leggendario cantante dei Queen, si ammalò di AIDS nel 1986 e, successivamente, morì a causa di una polmonite nel 1991. La sua morte rappresentò un passo significativo nella storia dell’AIDS, poiché informò milioni di persone in tutto il mondo della minaccia dell’HIV.

Lady Diana nel 1987 inaugurò un reparto dedicato ai malati di AIDS al Middlesex Hospital e, durante l’inaugurazione, strinse la mano a tutti i pazienti. “L’HIV non rende pericolose le persone, dunque potete stringergli la mano e dar loro un abbraccio. Dio solo sa quanto ne hanno bisogno” dichiarò alla stampa. Questo suo gesto scioccò gran parte della popolazione, compresa la Royal Family, infatti si pensava che il virus fosse trasmissibile anche per contatto fisico e per questo motivo molti dottori si rifiutavano di curare i pazienti malati.

Fernando Aiuti, medico italiano, per sfatare la falsa teoria che l’HIV si potesse trasmette con un bacio, il 2 dicembre 1991 si fece fotografare da un reporter mentre baciava la sua paziente sieropositiva Rosaria Iardino. La foto fece il giro del mondo e contribuì alla sensibilizzazione della popolazione sull’argomento.

NUOVE SCOPERTE

Negli ultimi mesi sono stati sviluppati dalla azienda biotech Moderna due vaccini a mRna, che si basano sulla stessa tecnologia che l’azienda ha sperimentato per i vaccini anti-Covid. A differenza dei vaccini tradizionali, i quali introducono nell’organismo una parte del virus reso inattivo o indebolito, questi attrezzano le cellule con una specie di “libretto delle istruzioni”, che permette di produrre un frammento di una specifica proteina. L’obbiettivo finale è quello di stimolare determinati linfociti B a produrre anticorpi neutralizzanti contro l’HIV. Le prime valutazioni di questi nuovi vaccini sono incoraggianti, ma non è ancora possibile sapere con certezza se questa strategia vaccinale funzionerà. La sperimentazione di fase 1 riguarderà 56 volontari sani tra i 18 e i 50 anni e servirà a testare la sicurezza dei vaccini. Dovrebbe concludersi nella primavera del 2023.

 

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Dai un’occhiata anche al nostro articolo dell’anno scorso: So che sai di non sapere… l’AIDS