Recensione del Romanzo Città d’Argento

Titolo: Città D’argento 

Autore: Marco Erba 

Genere: Romanzo 

Anno di pubblicazione: 2020

 

TRAMA

Città d’Argento è un romanzo ambientato in Bosnia, che racconta parallelamente due storie differenti: la storia di Greta, una nuotatrice milanese di famiglia bosniaca, e la storia dell’infanzia di Edin, il padre di Greta. La giovane agonista si troverà a dover combattere sia per il podio sia per la scoperta delle sue origini e della storia della sua famiglia; infatti, dopo anni all’oscuro del passato del padre, riuscirà a conoscere la sua storia sfidando ogni limite. Contemporaneamente alle scoperte sulla storia di Edin, della nonna Ema e della città d’Argento di Srebrenica, scoprirà anche il vero amore e troverà la strada per la felicità. 

 

COMMENTO

Mi è capitato di leggere questo libro per un compito scolastico. Sebbene lo avessi iniziato a leggere per “obbligo”, sono bastate poche pagine per farmi immergere completamente nella lettura di questo libro. Trovo la scelta dell’autore di sovrapporre le due storie tanto azzardata quanto geniale; infatti l’ordine alternato con cui sono divise le due storie all’interno dei capitoli permette al lettore di non perdere interesse per nessuna delle due, né tanto meno di dimenticare parti dell’una e dell’altra e, anzi, invoglia a continuare a leggere per scoprire sempre di più. La mia opinione sui personaggi ha avuto numerosi cambiamenti man mano che la lettura procedeva, facendomi ricredere su personaggi come Edin o Anna, l’acerrima nemica di Greta, facendomi passare da un atteggiamento critico ad un atteggiamento comprensivo oppure da uno indifferente ad uno più aperto. Coinvolgente e chiaro, il linguaggio utilizzato permette al lettore di poter leggere in qualunque circostanza, poiché risulta leggero e facilmente comprensibile senza rendere la storia noiosa o banale. Personalmente ho apprezzato più il racconto di Edin, che la storia di Greta, ma credo che possa essere molto soggettivo, dato che entrambe sono molto avvincenti. Sul finale, invece, sono un po’ critica: credo che la situazione che si va a creare tra Greta e Anna sia banale e vada alla ricerca di un lieto fine inutile e superfluo, lasciando invece aperte e inconcluse molteplici dinamiche, derivate da questa scelta di finale e abbandonate all’immaginazione del lettore. 

 

Consiglio vivamente la lettura di questo romanzo, preferibilmente ad un pubblico che vada dalla terza media in su, poiché a persone di età inferiore potrebbe risultare pesante per via della lunghezza e degli argomenti trattati.  

 

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