I think I’ve seen this film before

Chi è che non conosce Taylor Swift?

La cantautrice e popstar statunitense, vincitrice di numerosi riconoscimenti musicali, ha da sempre visto il contatto con i fan – i cosiddetti Swifities – come uno degli aspetti più belli di ciò che ama fare.

Così quando è arrivato il 2020, con la quarantena e le giornate che sarebbero potute diventare una vuota routine, ha trovato il modo per preservare questo rapporto già così stretto e si è messa all’opera creando non uno bensì due album – che lei stessa chiama gemelli – nel giro di cinque mesi.

Per la prima volta ha creato, attraverso le sue canzoni e grazie alla sua incredibile abilità di storyteller, un mondo immaginario tutto suo, nel quale personaggi a tutto tondo con delle storie personali prendono vita e mostrano le sfaccettature di lei stessa e del mondo che la circonda.

Con Folklore ed Evermore la sua abilità di cantautrice, già nata in tenerissima età, ha raggiunto un livello ancora più alto, così come la sua voce che con gli anni si è perfezionata.

In Folklore – la sorella maggiore – salta subito all’occhio il collegamento tra tre canzoni in particolare.

Betty è la canzone attraverso la quale vediamo le scuse di un ragazzo, James, che cerca in tutti i modi di farsi perdonare dalla ragazza di cui è innamorato, Betty, perchè durante l’estate l’ha tradita.

Infatti il momento del tradimento avviene “when she pulled up like a figment of my worst intentions She said «James, get in, let’s drive»” e così nella canzone August vediamo il punto di vista della ragazza che per un’estate ha sostituito Betty, ma che, nonostante si sia innamorata e abbia sconvolto la sua estate per lui: “Cancel plans just in case you’d call” non ha mai avuto James perchè “you weren’t mine to lose”. 

Di questa ragazza non sappiamo il nome, ma ne conosciamo la sofferenza per aver trovato tutto ciò che desiderava: “Salt air, and the rust on your door, I never needed anything more. Whispers of «Are you sure?» «Never have I ever before»” e averlo subito perso: “But I can see us lost in the memory August slipped away into a moment in time, ’cause it was never mine”.

James sogna il perdono di Betty e dice “But if I just showed up at your party would you have me? Would you want me? Would you tell me to go fuck myself or lead me to the garden? In the garden, would you trust me If I told you it was just a summer thing? I’m only seventeen, I don’t know anything, but I know I miss you”. 

Questo è però solo il suo punto di vista, anche Betty avrà qualcosa da dire perché: “When you are young they assume you know nothing, but I knew everything when I was young”. 

In Cardigan, infatti, vediamo una Betty ormai adulta che ricorda con dolcezza la loro relazione passata: “And when I felt like I was an old cardigan under someone’s bed, you put me on and said I was your favorite”, ma che alla fine ammette quasi con malinconia che “I knew you’d miss me once the thrill expired and you’d be standin’ in my front porch light and I knew you’d come back to me”. 

Taylor non ci rivela se Betty abbia perdonato James e ci lascia liberi di interpretare i suoi versi e dare loro un senso in base a quello che abbiamo vissuto.

Attraverso il video musicale di Cardigan, ci rivela però che Betty ha incontrato James mentre seguiva un filo d’oro e nel video musicale di Willow, singolo di Evermore, scopriamo che esso l’ha guidata fino al suo vero amore, qualcuno di cui non si sa l’identità ma solo che “One single thread of gold tied me to you”.

Sappiamo che è davvero la persona giusta per lei, la sua persona, perché “You know that my train could take you home”.

In No body, no crime vediamo invece altri personaggi che prendono vita nel mondo alternativo creato da Taylor, la quale riesce a creare una vera e propria esperienza cinematografica.

Infatti i personaggi in gioco sono Taylor stessa, l’amica Este e il marito di lei, le cui vicende si intrecciano tra intrighi, segreti, passioni e misteri che si concludono con l’omicidio di Este da parte del marito e il conseguente omicidio del marito da parte di Taylor.

Nella traccia di chiusura di Evermore, la stessa Evermore, l’io lirico si ritrova in una condizione di sofferenza e dolore, che pare eterno, in quanto: “I had a feeling so peculiar, that this pain would be for evermore”, ma nel corso della canzone si rende conto che non è così e che “this wouldn’t be for evermore”.

Ci sembrerebbe la chiusura perfetta per un album, ma Taylor, come sempre, ci stupisce con due bonus tracks.

La prima, Right where you left me, narra di una ragazza che è incastrata nel tempo e che non riesce a superare la fine della relazione nonostante siano passati anni, come nella parte iniziale di Evermore.

Nella seconda, invece, It’s time to go, una ragazza intrappolata in una relazione che la faceva soffrire decide di prendere tutto il suo coraggio e andare via, perchè “Sometimes giving up is the strong thing, sometimes to run is the brave thing, sometimes walking out is the one thing, that will find you the right thing”.

Come nella parte finale di Evermore, capisce che c’è un modo per sfuggire a tutto questo dolore, che c’è una via d’uscita più semplice da intraprendere di quanto pensasse, infatti “And you know in your soul, when it’s time to go, you know, you know, you know, you know, when it’s time to go, so then you go, then you go, you just go”.

Questi sono solo esempi della grandezza di questi due album e dalle sfaccettature troppo ampie da poter essere scoperte con un solo ascolto.

Sono due album che vanno ascoltati più volte, con attenzione, perchè ad ogni nuovo ascolto si scoprono dettagli nuovi, come quando si apre un vecchio libro e si scopre tra le sue pagine ingiallite dal tempo un fiore lì adagiato come un ricordo da tempo dimenticato, ma poi ritrovato.

 

Video musicale di Cardigan: https://www.youtube.com/watch?v=K-a8s8OLBSE

Video musicale di Willow:

https://www.youtube.com/watch?v=RsEZmictANA

 

 

 

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