“Da grande voglio fare la rockstar”

Da grande voglio fare la rockstar – diario delle elementari di Damiano

Måneskin, in danese ‘chiaro di luna’. Nome scelto senza pensarci troppo, all’ultimo per partecipare a un talent.

 

“Måneskin, i miei preferiti”

 – Vasco Rossi

 

“Sono orgogliosissimo di questi ragazzi che hanno saputo crescere e andarsi a prendere quello che gli spettava con coraggio, naturalezza, sincerità e tantissima passione. Ha vinto il festival una band di rock and roll, che significa che ha vinto il festival chi non si è adattato al festival – chi ha rivendicato la propria personalità musicale e non. Chi ha cercato di essere diverso. Certo ci vuole un talento grande come il loro per riuscirci. Ma quando questo talento c’è, e in loro c’è, bisogna difenderlo e onorarlo, portargli rispetto e mostrarlo con orgoglio. Ecco io questi ragazzi li mostro con orgoglio. Mi avete fatto sentire a casa, ancora una volta. Mi avete fatto divertire tantissimo. Mi avete fatto stare bene”

 – via Instagram, Manuel Agnelli

 

“Sì, mi ricordo di loro, dobbiamo aver portato fortuna. Abbiamo preso la fortuna di Las Vegas e l’abbiamo lanciata a tutti!”

Dan Reynolds (Imagine Dragons)

 

Tutto ha inizio nel 2015, quando Damiano David (16) e Victoria De Angelis (15) intentano una prima collaborazione apparentemente senza futuro. Nel frattempo, Victoria pianificava di fondare una band pop insieme al suo amico d’infanzia Thomas Raggi (14): a loro si aggiunge anche Damiano, altrettanto entusiasta di formare un gruppo, mentre il batterista Ethan Torchio (15) viene scoperto grazie a un post sulla bacheca Facebook di Victoria.

I quattro cominciano a suonare in via del Corso a Roma, partendo da zero e cercando di conciliare quella passione con lo studio:

Ci esibivamo in via del Corso a Roma: con le monetine raccolte abbiamo fatto il primo singolo. Qualcosa fruttavano quei live, andavamo forte: 50-100 euro all’ora. Poi c’era il turista o lo sceicco che ci lasciava 20 euro sulla simpatia. Stavamo nella piazzetta della chiesa, accanto al gruppo di break dance, facevamo a gara con gli artisti di strada per il posto“.

Nel 2017 decidono di partecipare a X-Factor e sotto la guida di Manuel Agnelli (padre e protettore/angelo custode) riescono ad aggiudicarsi il secondo posto. La mancata vittoria non li demoralizza, anzi: “Come la Roma. E’ la più forte e arriva sempre seconda” riporta La Repubblica in un’intervista a Damiano.

Contemporaneamente alla fine del talent show esce il loro EP Chosen, doppio disco di platino, e Morirò da re, altro disco di platino.

Il 6 settembre dello stesso anno aprono il concerto degli Imagine Dragons a Milano. Più in là, il 28 settembre, viene pubblicato il singolo Torna a casa, e un mese dopo il loro primo album, Il ballo della vita: la campagna marketing viene supportata anche dal documentario This is Måneskin (che ha incassato quasi ottantamila euro al botteghino), a seguito della quale ha preso il via il loro primissimo tour europeo.

 

Nel 2019, tra gennaio e aprile vengono pubblicate Fear for Nobody, L’altra dimensione, mentre a settembre esce su YouTube il videoclip di Parole lontane. Successivamente i ragazzi vivono per un periodo a Londra, dove studiano nuovi pezzi e si esibiscono in locali come il Dome maturando enormemente sia in campo musicale che personale.

 

Il risultato di questa vera e propria evoluzione è Teatro d’Ira vol. 1, uscito il 19 Marzo scorso e contenente tra gli altri Zitti e Buoni, il singolo che ha trionfato a Sanremo con numeri da record: secondo i dati infatti, quella del 2021 è stata l’edizione del programma più seguita dai giovani (come attestano gli accessi su Rai Play).

 

Pareri finali:

Alice: Indubbiamente il percorso dei Måneskin, come quello di molti altri, dimostra come anche chiunque possa sfondare, con dedizione e perseveranza, anche in un mondo spietato come quello della musica. Sì, persino un quartetto di ragazzini romani che suonavano per le strade per fare due spiccioli.

Sono belli, sono  bravi e soprattutto sono giovani, quindi anche negli errori e le sbavature (che, in quanto fan moderata, sono riuscita a individuare senza lasciarmi accecare dal “carisma” di Damiano & co) la promessa di un margine di miglioramento è più che rosea, e il nuovo album ne è l’esempio lampante. C’è maturità, c’è rock, c’è tutto quello che in Il ballo della vita mancava o andava scarseggiando, e sinceramente mi fa impazzire. Sono molto curiosa di cosa ci riserverà il futuro in campo Måneskin.

Camilla (riguardo Teatro d’Ira vol.1): A un primo ascolto c’erano un paio di canzoni che non mi convincevano del tutto: era uno stile diverso da quello dell’album precedente, questa volta era percepibile più rabbia e voglia di rivalsa. Intendiamoci, non sono minimamente esperta di musica, la ascolto e mi piace come la maggior parte delle persone, niente di più. A una decina di giorni dall’uscita dell’album, tuttavia, ne sono completamente innamorata, anche di quelle canzoni che prima non mi convincevano, come In nome del padre; oltre alle canzoni di per sé, poi, mi piace il fatto che ne siano presenti sia in italiano che in inglese.

Chi li segue da tempo sa che a X-Factor venivano spesso giudicati perché portavano per la maggior parte canzoni in italiano, e credo che questo album si possa considerare anche come una maturazione sotto quel punto di vista. Detto ciò ripeto, non sono una vera intenditrice, ma solo una ‘fan’ e in quanto tale mi sento vivamente di consigliare quest’album di pura energia: I wanna be your slave, Paura del buio e Coraline, sono indubbiamente quelle che preferisco.

 

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