La giornata del 17 maggio

Il 17 maggio di ogni anno ricorre la giornata internazionale contro l’omotransfobia, ossia la paura irrazionale e il sentimento d’odio provato nei confronti delle persone gay e transgender, o più in generale, verso la comunità LGBT+.
Proprio per combattere tale odio e le conseguenti discriminazioni, di recente è stata proposta anche in Italia una legge a tutela di questa comunità da secoli vittima di ingiustizie: il Ddl Zan.

In che cosa consiste?
Il Ddl Zan propone:
– delle modifiche ad alcuni articoli del nostro codice penale, tra cui il 604-bis che tratta i crimini d’odio per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi in modo tale che si aggiungano alla lista anche le discriminazioni per sesso, identità di genere, orientamento sessuale e disabilità;
– l’istituzione ufficiale del 17 maggio come giornata dedicata alla lotta contro l’omotransfobia e la conseguente campagna di sensibilizzazione da tenere nelle scuole;
– la donazione di € 4.000.000 per l’allestimento di centri contro la discriminazione e per fornire rifugi alle vittime dei crimini d’odio.

L’approvazione della legge
La modifica al disegno di legge è stata proposta e prende il nome da Alessandro Zan, deputato del partito democratico nonché attivista LGBT, e approvata dalla Camera dei Deputati il 4 novembre dello scorso anno. Nonostante la vittoria della maggioranza però, la Commissione Giustizia del Senato ha bloccato l’avanzare della legge verso la sua definitiva approvazione. Ci sono state infatti numerose resistenze, soprattutto da parte del partito della Lega e di Fratelli d’Italia, che motivano la loro incertezza appellandosi a questa legge come inutile o superflua, in quanto, secondo loro, le minoranze che cita il Ddl Zan sarebbero già difese dal codice penale, senza bisogno di ulteriori modifiche.
Molti problemi relativi alla legge sono dovuti alla credenza diffusa che essa limiti la libertà di espressione e opinione, nonostante la proposta sia volta semplicemente a punire dei crimini fondati sull’odio e non l’odio in sè. Se poi si vuole essere precisi, non si parla nemmeno di omosessualità o transessualità: il Ddl Zan infatti tratta di discriminazione e crimini d’odio, non di chi viene discriminato o dell’odio in sé. In parole povere, se un uomo eterosessuale fosse picchiato in quanto tale, sarebbe anch’esso protetto dalla legge e i suoi aggressori sarebbero soggetti alle aggravanti dettate dal Ddl Zan.
Questa legge andrebbe, insomma, ad estendere una protezione già riconosciuta ad alcune minoranze anche ad altre persone, da troppo tempo vittime di violenza. Il Ddl Zan permetterebbe inoltre, come conseguenza indiretta, di ottenere dati attendibili sull’effettiva frequenza e portata dei crimini contro le persone disabili ed LGBT: ora come ora infatti, siccome queste discriminazioni non sono registrate come tali nel momento in cui vengono denunciate, non si hanno statistiche e dati precisi riguardo a questi avvenimenti.
In conclusione non resta che lottare, ed aspettare fiduciosi il giorno in cui amare ed essere se stessi sarà finalmente qualcosa di naturale e non più un privilegio.

Articolo di Miriam e Lucilla

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