Leonora Carrington, un’esponente di un surrealismo più femminile e magico, in sintonia con i nostri tempi.

Il surrealismo è stata una delle avanguardie più significative del Novecento che, professandosi progressista e antiborghese, ha rappresentato le irrequietezze della società europea attraverso visioni oniriche e inquietanti. Nonostante si proclamasse rivoluzionario e aperto, il surrealismo è stato spesso misogino e conservatore nei confronti delle donne, rappresentandole come creature straordinarie e ammalianti ma spesso incomprensibili e irrazionali. Il ruolo della donna era passivo, molte volte veniva raffigurata come musa, strega, femme fatale o femme enfant. Tuttavia la storia di questo movimento è stato riscritto da donne come Leonora Carrington. Nelle sue opere ci sono i frutti di un’esistenza anticonformista e travagliata.

Leonora nasce a Lancaster nel 1917 in una famiglia agiata, che le impone una rigida educazione tenuta presso collegi cattolici. Sin dalla gioventù, però, Leonora si ribella e dichiara di volersi dedicare all’arte. A soli 17 anni si innamora di un artista, Max Ernst. Nonostante la differenza d’età (Ernst aveva 46 anni), i due si trasferiscono a Parigi, dove vivono come una coppia sposata. Proprio a Parigi Leonora entra in contatto con alcuni tra i maggiori esponenti del surrealismo come Dalì, Breton, Eluard. 

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale dapprima Ernst viene deportato dai francesi in quanto tedesco, poi dai tedeschi in quanto artista degenerato. La loro storia termina bruscamente, ma il loro amore rimane cristallizzato nelle opere di entrambi, come ad esempio nel  Portrait of Max Ernst

Leonora, sconvolta dall’impossibilità di proteggere e salvare Ernst, scappa in Spagna. Qui, a causa di un esaurimento nervoso, viene ricoverata presso il manicomio di Santander, dove viene curata con anticonvulsivanti e ansiolitici, che procurarono all’artista allucinazioni estatiche e fissazioni paranoiche.

Nel 1942 si sposa per convenienza con il diplomatico Renato Leduc, che già aveva conosciuto a Parigi, e si trasferisce con lui in Messico, dove ha inizio la fase più prolifica della sua vita artistica. Le opere registrano un significativo cambiamento relativo alle tematiche: le allucinazioni e i travagli personali vengono sostituiti dall’unione dello studio della psicologia junghiana e della spiritualità.

Leonora scrive e dipinge fino alla sua morte, nel 2011. Attraverso le sue opere, che esprimono la volontà di superare la gabbia imposta dalla realtà e dalla quotidianità, Leonora Carrington è una delle tante donne ad aver riscritto la storia del surrealismo.

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