Violenza di genere

Basta maschilismo e basta giustificazioni!

Nei giorni pre-festival di Sanremo si è parlato molto delle parole che Amadeus ha rivolto – durante la conferenza stampa di gennaio – a Francesca Sofia Novello, influencer e modella che ha condiviso con lui il palco.
Presentandola Amadeus ha detto di “averla scelta per la bellezza, ma anche per la capacità di stare accanto a un grande uomo (Valentino Rossi), stando un passo indietro“.
Qual è la verità? E’ giusto o sbagliato quello che ha detto?
Forse non intendeva dire quello… Ma lo ha fatto. E ogni parola ha un peso.
E dire a una donna che è bella e brava perché ha la “capacità di stare un passo indietro a un grande uomo” è profondamente maschilista. Siamo nel 2020, non nel 1800!
Vuol dire distruggere anni di emancipazione femminile.
Non solo Amadeus ha detto cose gravi in diretta nazionale, ma anche Barbara D’Urso ha fatto altrettanto durante una delle sue trasmissioni, guardate da genitori e nonni che educano gli adulti di domani.
Ed è ancora più scandaloso che la conduttrice, da donna, abbia detto che solo la violenza fisica conta; forse lei dice così perché è in una condizione privilegiata, ma non tutte le donne lo sono: molte, infatti, hanno vissuto e vivono tutti i giorni esperienze di violenza anche psicologica.
Allora che cosa dobbiamo fare?
Innanzitutto smetterla di colpevolizzarci tra donne per il modo di vestire, di atteggiarsi e comportarsi. E poi smetterla di giustificare gli uomini e le loro azioni di violenza psicologica, sessuale, verbale e fisica.
Dire “gli uomini sono mascalzoni, sei tu che devi fare attenzione quindi la colpa è tua” e chiedere “Com’eri vestita? Eri fidanzata? ” è veramente vergognoso e inaccettabile nel 2020.
Nessuno status (single, sposata, gonna non gonna, ricca, povera), nulla giustifica la violenza di alcun tipo. Si tratta di rispetto e ognuno deve assumersi le responsabilità per le proprie azioni, anche se sono uomini e la società li ha sempre giustificati.
C’è un bellissimo spot pubblicitario che tratta questa tematica e fa capire che è ora di smetterla di mettere la testa sotto la sabbia e far finta di niente semplicemente perché “sono uomini e possono fare quello che vogliono”. Ecco il link: https://www.youtube.com/watch?v=koPmuEyP3a0&feature=youtu.be, lo spot dura meno di due minuti, vi consiglio di mettere i sottotitoli.

Non possiamo permetterci di giustificare a priori nè Amadeus nè Barbara D’Urso perché in Italia c’è ancora molto maschilismo. Ed è nel  maschilismo che si trova la radice dei femminicidi.

Dare per scontato una mentalità maschilista è permettere che questa si diffonda.
E come diceva Elie Wiesel, superstite dell’Olocausto:

La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.

Secondo l’Istat ogni tre giorni, in Italia, una donna viene uccisa da un marito, da un fidanzato, da un compagno o da un ex.
Nel solo 2018 in Italia ci sono state 78 vittime, di cui 63 relative a casi di omicidio-suicidio.
Le pistole nelle case degli italiani sparano, ma non contro i ladri. Sparano su donne e bambini, su mogli e figli.

Nel 2018 le armi da fuoco legalmente detenute da familiari hanno ucciso più di mafia e rapinatori. **
Nel 2018 ci sono state:

  • 78 vittime uccise da familiari con armi da fuoco legali
  • 12 omicidi commessi a scopo di furto o rapina
  • 19 persone uccise a colpi di pistola da mafiosi

**(fonte Istat e Opal Brescia)

I meccanismi dei femminicidi sono sempre gli stessi eppure continuano ad accadere.
Non si riescono ancora ad evitare. E a volte denunciare non basta.
Perciò la prevenzione deve partire anche da noi.
Nel nostro piccolo dobbiamo cambiare la mentalità e rieducare la società, partendo dalle
nuove generazioni.
E come si fa a rieducare e comprendere che la parità dei sessi e dei diritti è necessaria se
le persone sentono in tv che è giusto che le donne stiano un passo indietro a un uomo?? Non si può!!
È per questo che bisogna dosare le parole, per evitare che per la società diventi normale pensare assurdità del genere.
I bambini non nascono pensando che le femmine valgono meno dei maschi.
È la società che glielo insegna tramite la televisione, cartoni animati, libri, media e luoghi comuni. Perché più lo senti, più ti abitui e più ci credi.
Secondo uno studio condotto dalla Florida State University, il 100% dei libri ha almeno un personaggio maschile, il 37% dei libri non ha personaggi femminili parlanti.

E soltanto nel 18% dei cartoni animati* (*studio condotto da SeeJane, istituto di ricerca sugli stereotipi di genere nei media.) i personaggi femminili hanno un lavoro o ambizioni professionali.

Quindi i bambini vengono convinti dai cartoni animati e dai media che le femmine sono meno brave dei maschi fin da piccoli. E proprio questi stereotipi di genere sono il male della società, perché una volta che si inizia a crederci non si smette più di farlo, anzi può solo peggiorare la percezione che le donne siano inferiori e quindi da considerare come “sgualdrine” che ubbidiscono solo ai comandi, alle urla e alle botte.
Il 25 novembre si celebra la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, ma la violenza va combattuta tutti i giorni.

Oggi vi proponiamo una storia inventata, scritta dal punto di vista del carnefice, che però
avrebbe potuto avere un finale diverso… Vi consigliamo anche di ascoltare questo
monologo sulla violenza contro le donne, non vi ruberà troppo tempo, dura solo 6 minuti, e vi farà riflettere molto.

“PERCHÉ LA MIA COLAZIONE NON E’ ANCORA PRONTA?”

-storia inventata da Elisa e Chiara da un punto di vista diverso dal solito…

“Delle chiavi che cercano di aprire una porta mi svegliano.
Chi è che sta entrando in casa mia?!
…Sarà quella cretina di mia moglie che avrà invitato le sue amiche che le continuano a
ripetere di lasciarmi…
Ma come si fa a considerare amiche chi ti consiglia di lasciare tuo marito?!
Mi alzo e vado a dirle di cacciarle.
Davanti a me però c’è solo lei che sta per uscire…
Dove sta andando?
La chiamo. Non mi risponde.
Le vado incontro e chiudo bruscamente la porta che stava per aprire.
Come ha osato tentare di scappare da me?! Le do uno schiaffo.
Mi implora in lacrime di non toccarla, mi promette che farà la brava.
Le devo credere? No.
Le chiedo perché sta scappando, lei mi risponde che è stufa di me, mi dice che sono troppo
violento, che le sue amiche avevano ragione fin dall’inizio e lei è stata stupida a non
ascoltarle fin da subito e altre stronzate…
Inizio a innervosirmi​… Le strappo le chiavi di mano. La rabbia sale. Corro in camera a
cercare la mia pistola.
Torno da lei, la trovo che sta cercando le chiavi di scorta..
Vede che ho la pistola in mano e indietreggia urlando…

Però riesco a bloccarla in un angolo… qualche secondo dopo è per terra… di solito parla
sempre, ma ora finalmente non fiata…
Di solito le sue parole mi entrano sempre in testa fino a farmela scoppiare, ma ora
finalmente c’è silenzio.
La guardo, ha una manica del vestito strappata.
E’ passata un’ora e ho ancora in testa le sue urla…Mi addormento e finalmente non le sento
più. Sogno che Pamela è al bar con un uomo. Perché lui la guarda in quel modo? Perché le
continua a fare il gentile? Lei perché gli sta sorridendo?! Ma come cavolo si permette?! Che
figura mi fa fare quella puttana davanti ai miei compaesani?!
Sento i primi raggi del sole sulla mia pelle. Apro gli occhi. Mi guardo le mani: sono rosse e
ricoperte di liquido. Ma cos’è?
Forse mi è uscito sangue dal naso… Vado allo specchio per controllare…
Perché non sento il rumore delle stoviglie in cucina??… Perché quell’incapace di Pamela
non mi sta preparando la colazione?? Quello è il suo compito.
Si è forse dimenticata che visto che è la mia donna mi deve servire e basta?!
Deve solo ubbidire ai miei ordini, non mi sembra difficile da capire…
Di solito se non ubbidisce la insulto e lei non fa altro che piangere finchè io non la zittisco
urlandole contro.
Vado in cucina urlandole di muoversi a preparare perché ho fame… lei non risponde…poi la
vedo sdraiata a terra… la guardo meglio e vedo che ha una ferita sul petto…
Delle immagini ripercorrono la mia mente e mi ricordo tutto, la sua tentata fuga, le mie urla, i
suoi pianti e suppliche inutili…
So di aver fatto bene.
Sono le 7.30 e devo andare in ufficio, non posso arrivare in ritardo.
Per colazione mi berrò una birra al bar…
Non sono mai arrivato tardi al lavoro e oggi che differenza fa?
So di aver ragione, se lo è meritato , io ero buono e lei no.
Prendo le chiavi e chiudo la porta di casa alla mie spalle.
C’è un sole pazzesco fuori ed è proprio una bella giornata. “

Questa storia poteva avere un finale diverso se solo la denuncia fosse partita subito dopo il primo schiaffo e le prime urla… O se solo qualche conoscente avesse chiesto ai carabinieri il ritiro cautelativo della pistola del carnefice…

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