Le epidemie nel corso della storia

Come probabilmente già saprete sono veramente tante le epidemie che l’umanità ha dovuto fronteggiare con coraggio e sangue freddo (tubercolosi, peste, febbre spagnola, il vaiolo nel continente americano, il colera ecc..). È proprio in questo momento di grande emergenza che ci siamo chiesti come la popolazione ha deciso di comportarsi con le passate epidemie e in particolare andremo a parlare di quelle che hanno lasciato una grossa ferita nella storia dell’umanità, ovvero la peste e l’influenza spagnola.

 

Influenza Spagnola

Conosciuta anche come febbre spagnola o grande influenza, questa fu probabilmente la più catastrofica e la più pericolosa pandemia che l’uomo abbia mai conosciuto.

Non si è mai riuscito a capire quale fosse stata la sua origine nè il luogo in cui questa epidemia si sia originata: alcuni ipotizzano sia nata in Asia Orientale poi mutata negli Stati Uniti, per poi diffondersi in Francia nei campi di battaglia; non fu difficile per la grande influenza espandersi rapidamente date le condizioni precarie e non igieniche in cui si svolgeva la guerra.

Si chiama così proprio perché fu la Spagna il primo paese a rendere nota la sua diffusione nel continente europeo.

Essa cominciò ad estendersi verso la fine della prima guerra mondiale, nel 1918, uccidendo un numero spropositato di persone, causando la scomparsa di circa il 5% della popolazione del tempo, con un numero di vittime che ammonta tra i 50 e 100 milioni di persone.

Inoltre la spagnola, a differenza della maggior parte delle epidemie influenzali, uccise prevalentemente giovani adulti precedentemente sani: ridusse drasticamente le aspettative di vita, che diminuirono di circa 12 anni.

Fu molto difficile gestire  non solo la malattia stessa ma anche i decessi e si arrivò per questo a seppellire le vittime in fosse comuni e senza bare.

Non è molto chiaro quali siano state le ragioni dovute alla scomparsa dei contagi, forse è stato un miglioramento delle cure  o l’indebolimento del virus.

 

La peste nera

 

Una delle epidemie più conosciute della storia è sicuramente la peste nera, di cui abbiamo tutti già sentito parlare leggendo ‘I promessi sposi’ di Manzoni o il ‘Decameron’ di Boccaccio. Si pensa che la peste si sia originata in Cina e che solo in seguito attraverso le vie commerciali avesse raggiunto l’Europa. Questo morbo dopo la sua scomparsa lasciò dietro di sè circa 20 milioni di vittime.

Le stesse cure che molto spesso non erano che semplici prevenzioni  in generale servirono a ben poco. La credenza comune era che la peste fosse una punizione divina e circolavano assurde credenze sulla loro origine, una delle più accreditate riteneva gli ebrei responsabili del contagio. Si diffusero inoltre vari movimenti che si proponevano di depurare l’umanità per risolvere il problema della peste, una di queste, ‘i flagellanti’, aveva l’abitudine di girare  per le strade frustandosi la schiena con le proprie mani.

Alla fine la peste si estinse da sola nel 1353 circa sette anni dopo il suo arrivo, molto probabilmente ciò venne favorito dall’isolamento delle persone contagiate.

 

Ma cosa hanno in comune tutte queste epidemie?

 

Ad accomunare tutte queste epidemie furono proprio le condizioni igieniche in cui queste si diffusero. Infatti come abbiamo potuto notare anche in questi giorni la migliore arma che si può usare contro questi morbi è proprio l’igiene.

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