La didattica a distanza

La didattica a distanza è un metodo di insegnamento abbastanza nuovo. Già alcune università lo applicavano, ma con questa emergenza sanitaria è risultato essere più utile del previsto. Senza questa possibilità l’istruzione si sarebbe fermata lasciando indietro un’intera generazione di studenti e avrebbe poi avuto gravi conseguenze sulla società. Nonostante l’estrema utilità di questa didattica in questo periodo di difficoltà, credo che nessuno vorrebbe continuare ad applicarla anche in futuro, né studenti né professori. I motivi sono molti e di vario tipo.
Questa didattica non ci permette di avere contatto umano con le persone, cosa necessaria a chiunque. Le chiacchiere al cambio d’ora, gli sguardi d’intesa durante le lezioni e lo scambiare due parole per chiarire una cosa non capita durante la spiegazione sembrano dettagli insignificanti ma sono cose essenziali per vivere al meglio giornate pesanti a scuola.
Un’altra nota negativa sono le eccessive ore da passare davanti a uno schermo: che sia per seguire le lezioni, fare i compiti o sentire i propri amici dopo una lunga giornata siamo obbligati a stare davanti al telefono, al computer o al tablet; dopo un po’ di tempo i nostri occhi iniziano a bruciare e lacrimare.
Crediamo che la didattica migliore sia quella tradizionale: quando torneremo a scuola saremo quasi contenti di svegliarci presto solo per salire su un autobus stracolmo o di stare fuori di casa quasi tutto il giorno, tornandoci stanchi e con ancora un miliardo di cose da fare.

Articolo di Martina Manzoni e Yara Amigoni

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