De Vinclis

Infregi catenas qui sub aquis me tenuerant,

aegre supervixi vehementium undarum impetui.

 

Non ante occidentem solem oram pervenire potueram,

meum animum a corpore discessurum esse putabam.

 

Terra marique anxietates subieram, tunc tamen timebam:

ubi essem nescibam, modo obdurare poteram.

 

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