L’autunno in scatola

Se un anno e mezzo fa ci avessero detto che nel futuro avremmo vissuto, studiato e lavorato in casa, senza poter uscire quasi mai, costretti a indossare una mascherina e a girare con un gel igienizzante sempre a portata di mano probabilmente non ci avremmo creduto.

Oggi invece questa vita così strana è la nostra, in cui ci siamo ritrovati bloccati così in fretta, quasi per caso, improvvisamente, senza neanche il tempo di rendercene conto. Eravamo smarriti, preoccupati, qualcuno era terrorizzato e altri la prendevano per scherzo convinti che sarebbe finito tutto in fretta.

Sono passati ormai dieci mesi da febbraio, da quando è cambiato tutto, e in così poco tempo ci siamo ritrovati a vivere una vita completamente diversa, a passare tanto tempo in casa solo con la nostra famiglia.

Noi adolescenti, abituati a passare il tempo con gli amici, a scuola, a fare sport, ci siamo ritrovati improvvisamente ad essere chiusi in casa, isolati, un po’ fuori dal mondo, senza una vera possibilità di socializzare con le altre persone. Sì, perché proprio noi, noi adolescenti che veniamo sempre criticati perché “siamo sempre al telefono”, o “non ci togliamo mai le cuffiette”, siamo anche quelli che più hanno bisogno di vicinanza con le altre persone, di stare insieme, di andare a fare un giro con gli amici, di mangiare fuori, di vederci di persona. Anche noi che siamo nati insieme all’era digitale, con internet, i telefoni, i social, sappiamo bene che uno schermo non potrà mai sostituire i nostri amici e il nostro bisogno di stare fisicamente con loro, non è la stessa cosa.

E se prima passavamo più di metà della nostra giornata con persone della nostra età, adesso siamo costretti a parlarci solo dietro ad uno schermo. Molti rapporti si sono rotti o interrotti, chissà se riusciremo a ricostruirli, chissà come ci ritroveremo quando torneremo alla normalità. Sicuramente saremo persone diverse, sarà difficile riprendere la vita di prima, forse non la riprenderemo mai uguale a com’era una volta; ricominciare a parlare dal vivo con le persone, senza una mascherina di mezzo, dopo tanto tempo ci sembrerà strano.

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Inizialmente stando in casa abbiamo avuto un po’ di tempo per coltivare le nostre passioni o provare cose nuove, per dedicarci per esempio alla cucina, alla pittura, alla musica… È proprio nei momenti di noia o nei momenti in cui ci si ritrova senza niente da fare che scopriamo la nostra “vena artistica” o la voglia di sperimentare nuove cose. Magari proviamo ad imparare una canzone, a preparare una torta, a fare un disegno, a creare qualcosa…. Alla fine questo tempo libero che sembrava essere così tanto si è ridotto notevolmente ed è quasi sparito, occupato da compiti e studio che ora, dopo ore di videolezione davanti a uno schermo, ci occupano la maggior parte del pomeriggio.

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Trovare un po’ di tempo per noi è diventato difficile, quelle volte che ci riusciamo andiamo da soli a fare una passeggiata e ci sembra di rivivere, ogni cosa appare più bella. All’esterno è tutto diverso, se una volta uscivamo e incontravamo tanta gente per strada, ogni tanto qualche faccia conosciuta, qualche vecchio amico, ora le strade sono vuote, come se la natura se le fosse riprese. Prima non riuscivamo ad apprezzarla come la apprezziamo ora; sono i piccoli dettagli che prima non notavamo ad attirare maggiormente la nostra attenzione. Magari osserviamo gli alberi che si sono tinti dei colori autunnali, le foglie cadute sul marciapiede, e mentre ci godiamo l’aria frizzante di dicembre sulle guance cerchiamo di cogliere il debole calore degli ultimi raggi di sole.

Articolo e immagini di Lucilla Cnapich e Francesca Sbacchi

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Commenti

Una replica a “L’autunno in scatola”

  1. Avatar Profbia
    Profbia

    Complimenti alle mie blogger! Bellissimo articolo sia per la scrittura che per le meravigliose foto, che ci comunicano tutta la bellezza di questo strano autunno che forse ci siamo dimenticati di osservare…

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