PERCHÉ TI FERMI? VAI FINO IN FONDO!

Il 20 dicembre 1991 uscì al cinema il film “JFK-Un caso ancora aperto”. Il film racconta del caso dell’omicidio del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy.

Chi ha ucciso il presidente? Tutti rispondono con il nome del militare e criminale Lee Harvey Oswald. Ma siamo sicuri? Ne siamo certi? Che prove abbiamo? E se fosse stato un complotto e Lee Harvey Oswald si fosse trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato? E se le reali prove fossero state nascoste e ne siano state inventate delle altre? Come scoprirlo?

Andando fino in fondo. Scoprendo la verità, non facendosi raccontare una storia da prendere per buona. Scaviamo, cerchiamo, non accontentiamoci di scoprire il colpevole per chiudere il caso il più velocemente possibile affinché possiamo dare in pasto all’opinione pubblica un capro espiatorio. Guardiamo e analizziamo i fatti in profondità, non fermiamoci solo davanti ad una plausibile e soddisfacente ipotesi.

Questo articolo non punta alla recensione del film “JFK-Un caso ancora aperto”, ma all’incoraggiamento a noi giovani di andare fino in fondo nella vita e non essere superficiali facendoci abbindolare da parole e parole che sentiamo al telegiornale e in televisione ogni giorno. Ascoltiamo la notizia e analizziamola, cerchiamo più fonti per farci un’idea più completa della situazione. Non soffermiamoci al titolo del giornale o della notizia. Ora ci sono i video: purtroppo alcuni vengono tagliati o rimaneggiati. Cerchiamo le fonti originali, perché molte delle volte quello che viene detto viene poi travisato. Succede che vengono estrapolate frasi fuori da un contesto, fuorviando il senso reale di ciò che realmente è stato detto.

Massimo Troisi ci ha lasciato secondo me un grande insegnamento. Diceva:

Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che capisci”.

Dato che spesso la verità può essere scomoda si cerca di sotterrarla con menzogne o distrazioni. Sta quindi a noi cercare di prendere la pala e scavare il più possibile per trovare il tesoro. Nessuno dice che sia facile però penso anche che nessuno voglia essere preso in giro!

 

Questo film ci può aiutare a capire le dinamiche con cui a volte gira il mondo. Nella pellicola vengono esposti i fatti precedenti all’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy e le indagini successive da parte dell’allora procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison. Quest’ultimo ha dubbi sull’ipotesi ufficiale emersa successivamente all’indagine effettuata dalla Commissione Warren, che stabiliva Lee Harvey Oswald come solo esecutore dell’attentato avvenuto il 22 novembre 1963. C’erano infatti diverse contraddizioni sul rapporto ufficiale dell’indagine. Garrison, leggendo tutti i volumi stilati dalla Commissione, scopre che ci sono molte imprecisioni e passaggi superficiali che lo portano ad indagare, insieme al suo staff, su diversi personaggi legati ad Oswald. Garrison si convince sempre più del fatto che Lee Oswald non avrebbe potuto agire da solo. Con l’avanzare delle ricerche emergono taciti coinvolgimenti delle più alte istituzioni del governo americano, della CIA, dell’FBI fino ad arrivare ad una possibile implicazione dello stesso vicepresidente e successore di Kennedy, Lyndon B. Johnson.

Ho già detto che non è mia intenzione fare una recensione sul film né tantomeno una scheda riassuntiva, perciò non mi dilungherò sulla trama, sia per non rovinare il finale a chi non avesse ancora visto il film sia perché il mio intento è quello di soffermarmi su un particolare dell’omicidio del presidente Kennedy.

Avete mai sentito parlare della “pallottola magica”?

Il giorno dell’assassinio sulla limousine presidenziale c’erano anche la moglie Jacqueline, il governatore John Connally e sua moglie Nellie. La Commissione Warren nella sua dichiarazione definitiva, successiva all’indagine eseguita, affermava che Oswald fosse solo e avesse sparato tre colpi, di cui il primo era andato a vuoto, il secondo aveva colpito Kennedy alla parte alta della schiena per poi uscire dalla gola e continuare la corsa causando le cinque ferite subite dal governatore John Connally e l’ultimo avrebbe colpito la testa del presidente uccidendolo.

I sostenitori della teoria del complotto parlano invece dell’esistenza di un quarto sparo e definiscono il secondo colpo con la teoria della “pallottola magica”. Infatti come dall’immagine riportata è molto improbabile che un proiettile faccia questo tipo di traiettoria, oltretutto rimanendo intatto.

È talmente complesso anche dal punto di vita politico il caso dell’assassinio del presidente Kennedy che ancora oggi i dubbi sussistono e forse la verità non verrà mai a galla. Ma è grazie alle persone come Garrison se noi oggi possiamo essere liberi di credere o dubitare di ciò che è stato detto.

Dobbiamo sempre ricordare di ragionare su ciò che ci viene raccontato e non prenderlo a priori come verità indiscussa.

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