Fiocchetto Lilla

Oggi ricorre la X Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, giornata il cui intento è quello di sensibilizzare su alcune patologie quali i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), ridare speranza e voce a coloro che stanno affrontando questa ardua battaglia e non dimenticare i Guerrieri che, purtroppo, non sono riusciti a vincere questa guerra.

Le origini del Fiocchetto Lilla risalgono al 1990 circa, quando questo venne utilizzato per la prima volta in America per rappresentare la lotta contro i DCA e diffondere informazione sulla problematica: il fiocchetto è simbolo di ricordo, rispetto e supporto, il lilla è colore rappresentante speranza, sensibilità e comprensione. L’iniziativa è stata promossa in Italia nel 2012 dall’associazione Mi Nutro di Vita ed è partita da Stefano Tavilla, un padre che ha perso sua figlia all’età di soli diciasette anni a causa della bulimia: lei si chiamava Giulia, era una ragazza come tutti noi, con un’intera vita davanti e tanta voglia di viverla; la malattia se l’è portata via senza alcuna pietà.

Giulia però non è stata l’unica a lasciare questo mondo a causa di un disturbo alimentare. Nel caso in cui non lo sappiate, in Italia i DCA sono la seconda causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali, e le persone che ne soffrono sono più di tre milioni, ma attenzione: questi dati rappresentano “soltanto” le persone che avendone sofferto hanno intrapreso un percorso di cura o la loro problematica è diventata in qualche modo conosciuta ai medici, ma purtroppo in realtà i numeri sono molto maggiori.

Questo articolo è rivolto a tutti, in particolare a voi che, per vostra fortuna, non avete sperimentato sulla vostra pelle l’inferno quale è un disturbo alimentare e pertanto siete spesso disinformati in merito, e a voi, piccoli e grandi Guerrieri, che state combattendo o avete combattuto questa battaglia: sappiate che i DCA non sono un capriccio, non sono solo una fase, non sono solo un brutto periodo dell’adolescenza; i DCA sono delle malattie, dei disturbi, dei mostri, e non fanno alcuna distinzione tra maschi e femmine, adulti e ragazzi, ma possono colpire tutti e in qualsiasi momento. Sappiate anche che un DCA non si può determinare a partire dalle apparenze di una persona, perché i DCA non sono dei disturbi fisici, ma mentali: una persona che soffre di un disturbo alimentare non è necessariamente in grave sottopeso o sovrappeso, al contrario può essere perfettamente normopeso e spesso può sembrare una persona allegra e spensierata tantoché mai ci si immaginerebbe che questa persona possa soffrire di una tale problematica.

Ci sono tantissimi altri aspetti di cui si potrebbe parlare per fare più chiarezza, ma non voglio entrare nella parte più tecnica dell’argomento in quanto quest’oggi il mio intento non è di rendere voi tutti degli specialisti in disturbi dell’alimentazione, ma di sensibilizzare sul tema e soprattutto trasmettere positività e speranza.

Dedico quest’ultimo paragrafo a chiunque stia affrontando una simile problematica o abbia qualche cara persona che la sta affrontando: non vergognatevi, ricordatevi sempre che non siete soli e che ci sono tante persone, più di quante possiate immaginare, che vi vogliono bene e sono pronte ad aiutarvi; uscirne è dura, lo so, richiede tanta fatica e forza di volontà, ma non è impossibile e posso assicurarvi che ne vale veramente la pena. Come ultima cosa, voglio rivelarvi un segreto: il controllo, e chi ha avuto a che fare con un disturbo alimentare sa di cosa sto parlando, non lo avete quando è il vostro problema a dominarvi e a decidere per voi, ma lo avete solo quando siete voi che prendendo in mano il timone della vostra barca quale è la vita, scegliete di cambiare rotta e dirigervi verso la luce della libertà allontanandovi dai tetri baratri della malattia…!

PER ASPERA AD ASTRA!

 

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