Allianz, una prima esperienza lavorativa

Abbiamo intervistato i nove ragazzi della nostra scuola che hanno avuto un esperienza lavorativa, nell’ambito del P.C.T.O. (ex Alternanza Scuola-Lavoro) in Allianz.

Come funziona questo progetto?

Gabriele Negrini: Noi di terza abbiamo cominciato il 15 gennaio. Si fanno tre giorni al mese. Ogni volta viene spostato il giorno della settimana, in modo tale che non si saltino sempre gli stessi giorni. Questi sono giorni di formazione, che continuano fino a giugno. Poi da giugno si lavora per due mesi.; come dei veri e propri dipendenti avremo dei colleghi, lavoreremo ad un progetto e faremo delle riunioni. Questo fino alla prima settimana di agosto, quando inizieranno le nostre 3 settimane di ferie. Ricominceremo l’ultima settimana dello stesso mese, finiremo all’inizio della scuola e continueremo la formazione, fino all’estate seguente, quando riprenderemo a lavorare. Il progetto terminerà a dicembre dello stesso anno.

Valentina Verre: Inoltre siamo assunti come dipendenti, ciò vuol dire che abbiamo giorni di ferie e più vantaggi rispetto agli stagisti. Anche il fatto di poter dire di avere le ferie a diciassette anni è una cosa molto interessante.

Da quanto partecipi a questo progetto?

Cristian Aretusi: Noi di terza [Cristian Aretusi, Nicole Eveshaj, Cristian Dragun, Gabriele Negrini e Simone Trifilo] abbiamo iniziato il 15 gennaio 2020, mentre i ragazzi di quinta [Valentina Verre, Clarissa Limonta, Joia Morales e Daniele Lazzaro] hanno iniziato in ottobre 2018.

Come ti trovi?

Nicole Eveshaj: Sono molto fiscali sul fatto che siamo noi i partecipanti e non i nostri genitori e quindi ci chiamano già colleghi. È una cosa molto concreta e utile, per esempio quando abbiamo firmato il contratto di lavoro c’era la madre di una ragazza che ha portato il contratto di lavoro al posto della figlia; la responsabile che ci ha assunti ha fatto tornare a casa la madre dicendo: “No, lo deve portare sua figlia: è lei che assumiamo”. Anche tutte le mail e le comunicazioni arriveranno direttamente a noi.

Simone Trifilo: Anche a me ha fatto piacere che perfino le persone che lavorano lì da tanto tempo, quindi professionisti del settore, ci trattino da pari. L’ambiente è molto tranquillo e sereno, quindi ci troviamo veramente a nostro agio.

Clarissa Limonta: Io ho partecipato a questo progetto perché avevo idea di iscrivermi a economia e quindi volevo farmi un’idea di cosa avrei fatto dopo l’università. Sinceramente a me è piaciuto moltissimo sia per i corsi di formazione sia per il fatto che ci abbiano mostrato diverse parti dell’azienda. Sono state interessanti anche le testimonianze di persone in ogni settore e l’esperienza estiva. Resta comunque un’esperienza impegnativa durante l’anno: perdere un giorno scolastico può sembrare poco, ma soprattutto in quinta perdere le spiegazioni, arrivare a casa verso le sei e dover recuperare, è difficile. Nonostante tutto ne è valsa la pena, è stata un’ esperienza che mi ha insegnato cosa vuol dire lavorare.

Joia Morales: Devi essere consapevole dell’impegno che dovrai portare avanti e che dovrai sacrificare la tua estate per due anni. Per una persona motivata a conoscere il mondo lavorativo ne vale davvero la pena.

Valentina Verre: Bene, molto molto bene. Sia col gruppo, anche se siamo trenta ragazzi quindi a volte è un po’ difficile, si sta bene e si trova un equilibrio. L’importante è trovarsi bene durante il lavoro estivo, io sono stata davvero bene e sono cresciuta tantissimo e credo che questo sia l’obiettivo del progetto.

Come è strutturata la giornata?

Valentina Verre: Dipende dalla giornata. Quelle di formazione iniziano la mattina alle 8:30 e finiscono alle 17:30. Durante la giornata c’è un’ora di pausa a pranzo e alla mattina una pausa caffè di un quarto d’ora. Nel pomeriggio ci sono formazioni guida o vari colleghi di Allianz, dai vari settori, che ci spiegano il loro lavoro. Il progetto a cui lavoriamo consiste in una presentazione a gruppi. Ognuno di questi ha un argomento assegnato, che poi esporremo davanti ai nostri capi, tutor, presidi o professori. Quest’anno noi di quinta ci stiamo concentrando su un project work che presenteremo ad aprile. Durante il periodo estivo è diverso, dipende tutto dalla disponibilità dei colleghi, infatti sei nelle mani di un tutor piuttosto che di un capo. Io avevo una tutor perché il mio capo, essendo molto occupato, non riusciva a vedermi spesso. La cosa bella era che mi coinvolgevano in ogni riunione e in ogni evento che facevano.

Joia Morales: Durante l’estate ad ognuno è stato assegnato un lavoro diverso per cui in base al tuo ufficio le giornate saranno diverse. Io sono stata assegnata all’ufficio di comunicazione interna ed esterna e relazioni con le istituzioni.

Davide Lazzaro: Io sono nell’ufficio network agenti, in particolare nell’incentivazione agenti.

Clarissa Limonta: Io invece nelle risorse umane

Come ti senti nell’avere avuto la possibilità di lavorare in questa multinazionale?

Nicole Eveshaj: Onorata, perché ci sono state moltissime persone che hanno fatto il colloquio e ne hanno scelte trenta su molte di più. Su diverse scuole abbiamo avuto molta fortuna perché hanno scelto la nostra classe e un’altra dello scientifico e non tutta la scuola. Quindi siamo stati sia fortunati sia comunque bravi per aver superato il colloquio.

Cristian Aretusi: Penso la stessa cosa.

Cristian Dragun: Mi sento felice: è una bella esperienza, non capita tutti i giorni di entrare a fare parte come dipendente ufficiale di un’azienda a sedici anni. Inoltre fai curriculum ed esperienza lavorativa.

Simone Trifilo: Alla fine di questi due anni ci daranno anche un certificato che vale in tutta Europa. Per riceverlo però dovremo superare alcuni test.

Cristian Dragun: Ti fa veramente entrare nel mondo del lavoro.

Clarissa Limonta: Secondo me ci sono molti modi per viverla: essendoci uno stipendio una persona si potrebbe cimentare in questo progetto per lo stipendio e non penso ne trarrebbe molto vantaggio. Se invece si è interessati si può imparare molto. Io continuavo a chiedere alla mia responsabile di spiegarmi cose nuove e darmi qualcosa da fare. Così loro erano contenti e io ho imparato molto e collaborato con molte persone.

Joia Morales: Io mi sento molto fortunata perché è un progetto di dualità, per cui richiede una partecipazione attiva perché sono potuta entrare nel mondo del lavoro fin dall’inizio. Tutti abbiamo dovuto sostenere un colloquio di lavoro per essere selezionati e siamo dovuti rimanere in contatto con i colleghi capendo come sono i rapporti tra gli adulti.

Valentina Verre: Mi sento privilegiata, devo dire la verità, perché mi ha dato la possibilità, in un’età giovanissima di fare un salto molto veloce da un mondo che ancora ci culla, infatti anche se si è al liceo si hanno ancora le spalle coperte, a un mondo lavorativo. Dopo il liceo bisogna fare un salto, un grande salto. Quindi avere un’idea su che cosa vuol dire lavorare ti fa crescere tanto ed è molto formativo. Io sono molto contenta di dove sono capitata. 

Daniele Lazzaro: Io mi sento fortunato perché è un’esperienza lavorativa diversa da tutte le altre e perché ti inserisce nel concreto del mondo lavorativo.

Per i ragazzi che devono cominciare ora questa esperienza; cosa ti aspetti da questa esperienza? 

Cristian Aretusi: Mi aspetto di essere proiettato nel mondo del lavoro, trovare cosa mi appassiona nella vita e avere un’idea di che carriera intraprendere.

Nicole Eveshaj: Essendoci tanti settori possiamo andare anche nelle risorse umane, cosa a cui non avevo pensato. Penso che maturerò tanto, durante questa esperienza, perché si tratta di un impegno molto pesante, infatti loro ci hanno chiesto molte volte se fossimo sicuri di questa decisione e di valutare i sacrifici che avremmo dovuto compiere. Sarà anche importante per le mie scelte future. Questa esperienza ci dà anche dei bonus che potremo utilizzare per sempre. All’esame di maturità potremo portare un progetto riguardo alla nostra esperienza in Allianz. Essendo Allianz una ditta internazionale, faremo esperienza anche in inglese.

Gabriele Negrini: Quando avevo fatto il colloquio pensavo che non mi sarei divertito, soprattutto d’estate.

Cristian Dragun: Anche perché si perdono tre estati: due per Allianz e una per la maturità.

Gabriele Negrini: All’inizio mi sono detto che ci avrei provato e che poi avrei visto come sarebbe andata. Però quando ho iniziato a lavorare mi sono reso conto di essere fortunato, perché è proprio tutto un altro mondo. Non è una cosa che potrò fare tra qualche anno, perché avrò una mentalità completamente diversa: non sarò mai più un sedicenne.

Cristian Dragun: Avremo sicuramente una crescita mentale, fare adesso questa esperienza con la mentalità aperta che abbiamo da giovani ci darà un maggiore sviluppo mentale.

Vi aspettavate quello che avete fatto oppure avevate un’aspettativa e la realtà è stata diversa?

Daniele Lazzaro: Sì, io ho fatto quello che mi aspettavo: ho imparato a fare cose nuove, ad esempio non ero molto bravo con i programmi come Excel e PowerPoint, quest’estate li ho usati molto e sono migliorato. Ho capito come funziona il mondo del lavoro e quindi ho fatto quello che mi aspettavo.

Joia Morales: Una cosa bella dell’esperienza è stata il fatto che Allianz si sia presa l’impegno di prepararci per il futuro, facendoci imparare ad affrontare il mondo del lavoro. Quest’anno infatti  lavoreremo sia sulla stesura del Curriculum Vitae sia sulla gestione dei colloqui di lavoro.

Clarissa Limonta: Io devo dire che non mi aspettavo la parte umana del lavoro. Il rapporto con i colleghi è stato veramente bello ed essendo dualità e non solo alternanza scuola/lavoro ti trattano come un collega. Questo è positivo perché ho potuto vedere le dinamiche dell’ufficio sia nel positivo che nel  negativo. È una cosa che non mi aspettavo di vedere.

Cosa ti sta piacendo di questa esperienza e cosa ti aspetti?

Valentina Verre: Mi sta piacendo il fatto che nonostante la nostra età, siamo trattati come dei veri dipendenti e non come degli ingenui, dei liceali, degli adolescenti che fanno finta di affacciarsi al mondo del lavoro. Loro ci assegnano dei compiti e si aspettano che noi li facciamo coi tempi e con la giusta disciplina che un dipendente dovrebbe avere. L’ho apprezzato molto, anche perché a scuola non capita spesso. Vedere delle persone adulte che ti considerano come una risorsa è molto importante: spesso noi siamo molto sottovalutati. Io mi sono resa conto di essere davvero un valore aggiunto per il mio gruppo lavorativo e non ero abituata. Io ho iniziato il progetto non sapendo minimamente cosa aspettarmi e mi hanno continuato a sorprendere, perché ho fatto anche lezioni di teatro e altre cose che non ci si sarebbe mai aspettati. Inoltre per me il teatro è molto importante, perché io da grande vorrei fare l’attrice e quindi mi ha fatto rimanere molto bene. Mi aspetto di finire tranquillamente, anche se quest’anno io sono in quinta, quindi dovrei fare due maturità, quella scolastica e quella di Allianz. Quest’ultima si sviluppa in tre prove: nel project work (la presentazione che faremo ad aprile), in un test sui concetti finanziari e nel lavoro estivo fatto nel primo e nel secondo anno. Faremo il lavoro estivo appena prima dell’università, il che è un problema, perché noi finiremo ad ottobre e per chi avrà la frequenza obbligatoria dovrà licenziarsi pagando una penale. Questo problema è stato risolto in quanto ora il progetto si svolge durante la terza e la quarta superiore e non durante la quarta e la quinta.

Articolo di Chiara Cardella e Yara Amigoni

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