ADIDAS VS PUMA

Le scarpe…

Le mettiamo tutti i giorni per uscire di casa e farci lunghe passeggiate o semplicemente per andare al lavoro o a scuola. I ragazzi solitamente cercano di avere l’ultimo modello, come per gli smartphones. Quando andavo alla scuola media c’era la moda delle Vans e delle All Star. Ma il nome delle scarpe che mi aveva sconvolta di più in quel periodo erano le cosiddette “squalo”. Sentivo in giro voci che dicevano: “ohi guarda ieri mi sono andata a comprare le “squalo” bianche,  tu hai le “squalo” rosse e nere! Non ci credo! Guarda quanto sono trendy le “squalo” oro!” Si sentiva dire di tutto e di più e nel mentre guardavi le tue scarpe un po’ vecchiotte dell’Adidas, fortemente volute al tuo compleanno della quarta elementare, e ti sentivi fuori luogo. Si, allora anche io seguivo la moda.

Alle elementari avevano spopolato le Adidas, quelle fino alle caviglie. Alle medie erano state battute dalle mitiche “squalo”. Finché in terza media erano risorte le Adidas, ma stavolta erano le “SUPERSTAR” e già il nome dice tutto. Tutti le avevano. Io no. Non mi piacevano. Così avevo deciso di ritornare sul vecchio stile… ovvero quello di mia nonna. Eh sì, quando avevo sette anni mi aveva regalato un bel paio di Puma rosa, quel colore non mi piaceva per niente, ma poi  le avevo stra-usate. Le indossavo sempre, qualsiasi fosse l’occasione. Persino alla cresima di mio cugino.

Il potere delle scarpe! Non è la cosa più importante della vita ma da bambina vi assicuro che lo era. Ora non mi importa la marca della scarpa, se è alla moda o meno; penso alla comodità e alla bellezza estetica. Mi piace? Valuto la comodità e la bellezza e la prendo. Non mi piace? Potrebbe anche essere la marca che sta andando di moda ma se non mi piace, NON LA COMPRO.

Ma la vera domanda è: vi siete mai chiesti chi ha ideato la vostra marca preferita?

Io me la sono posta. O per meglio dire ho trovato la risposta una sera in tv, una di quelle sere in cui non sai che vedere e sei anche un po’ annoiato. “Zappando” da un canale all’altro il mio occhio è stato attirato dal titolo di un film un po’ curioso: ADIDAS VS PUMA.

Non ci potevo credere! Le scarpe che mi avevano accompagnato durante tutta l’infanzia e nel periodo delle elementari e delle medie!

Il film mi ha coinvolto fin da subito.

Era il periodo della Seconda Guerra Mondiale quando due fratelli, Rudolf e Adolf Dassler idearono le prime scarpe in cuoio adatte allo sport. La loro fabbrica, Gebrüder Dassler Sportschuhfabrik, si trovava vicino a Norimberga: qui sono vennero prodotte le prime scarpe da calcio con i tacchetti e le prime scarpe d’atletica chiodate.

Bisogna sapere che le loro scarpe furono indossate da personaggi che hanno cambiato la storia come Jesse Owens, vincitore di quattro medaglie d’oro alle Olimpiadi di Berlino del 1936.

L’ideatore vero e proprio delle scarpe fu Adolf, il più giovane e creativo. Rudolf, il più grande, era invece abile nella parte commerciale e nelle vendite.

Si dice che i due si odiassero fin da bambini, ma sicuramente le prime controversie ci furono con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Tante sono le leggende che raccontano della loro separazione. Molti dicono che Adolf abbia denunciato a fine guerra il fratello, convinto nazista. Altri dicono che la causa del loro litigio fu la contesa di una donna.

Non si sa quale sia stata effettivamente la motivazione della loro separazione, ma sappiamo che i due fratelli fondarono due aziende diverse nella stessa città di Herzogenaurach: quella di Rudolf si chiamava inizialmente Ruda, che poi divenne la Puma, mente quella di Adolf era l’Adidas. I due marchi di scarpe segnarono un solco non solo tra i due fratelli ma anche all’interno della città bavarese.

Iniziò così una battaglia senza fine per conquistare il mondo sportivo internazionale. L’Adidas ebbe i suoi primi successi grazie alla sponsorizzazione della vittoriosa Nazionale Tedesca ai Mondiali del 1954. La nazionale fu la prima ad usare gli scarpini con gli innovativi tacchetti removibili. L’Adidas oltre a produrre scarpe iniziò anche la produzione di abbigliamento sportivo con un marchio ben definito: tre strisce parallele.

La Puma dal canto suo riuscì a farsi notare nel 1970, sponsorizzando Pelè e mettendosi in mostra grazie a un’idea del figlio di Rudolf, Armin: Pelè si allacciò gli scarpini appena prima del calcio di inizio. In questo modo le riprese dell’azione caddero sulla scarpa dal marchio Puma, che iniziò quindi a prendere il volo sul mercato.

La rivalità tra i due marchi proseguì anche quando i rispettivi figli presero in mano le società dopo la morte dei genitori, che scomparvero a quattro anni di distanza l’uno dall’altro. La concorrenza sul mercato si allargò quando cominciò a farsi sempre più strada un’altra rivale: la Nike.

La rivalità delle due società che si era riversata sugli abitanti della cittadella di Herzogenaurach terminò solo nel 2009, quando durante la Giornata Mondiale della Pace ebbe luogo una partita di calcio amichevole tra le due squadre formate dai dipendenti di Adidas e Puma. Gli operai giocarono con un pallone che aveva impressi i marchi delle due grandi aziende.

Il sindaco di Herzogenaurach iniziò a indossare a giorni alterni capi marcati dall’Adidas e dalla Puma e fece costruire una fontana con una statua raffigurante un ciabattino al lavoro mentre due coppie di bambini giocano al tiro alla fune. Due dei ragazzi indossano le scarpe dell’Adidas e gli altri due quelle della Puma. Questo gesto fu determinante per la riappacificazione delle due aziende.

Chi lo avrebbe mai immaginato che due marche di scarpe così famose fossero il frutto di una separazione tra fratelli? Se non avessero litigato sarebbero mai sorte le Adidas e le Puma? Chi lo sa….

Qui vi lascio il titolo del film, che vi consiglio di vedere, e il regista →  ADIDAS VS PUMA di Oliver Dommenget

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